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CRONACA
2002 - ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
SERATE INTERNAZIONALI
a cura di Antonio Sassi
8 febbraio 2002 - Palazzo Cittanova
Diemberger conquista tutti
Un pubblico numeroso e appassionato ha reso omaggio a Kurt Diemberger, ospite illustre del Club alpino
italiano di Cremona. Diemberger ha raccontato la propria esperienza attraverso la proiezione di immagini che hanno
catturato l’attenzione del pubblico per più di due ore.
Una bella serata per amanti (e veri intenditori) della montagna.
Kurt Diemberger, 70 anni, da 50 anni frequenta le più alte montagne del mondo, due ottomila saliti in
prima ascensione e altri tre come alpinista-cineoperatore, l’Himalaya girato in lungo e in largo, l’equipaggiamento
d’alta quota sempre pronto. Appena tornato da una spedizione delle Ande, ancora oggi dorme più notti nel sacco a
pelo che nel proprio letto; lascia ai giovani la "corsa" alla vetta mentre lui, con calma, comunque li
raggiunge. Un Mito? Dobbiamo proprio dire di sì. Un fisico ed un equilibrio psichico eccezionali gli hanno permesso
di uscire dalle situazioni più tragiche, dove altri non ce l’hanno fatta.
Eppure durante la serata al Cittanova non si è proposto come l’Eroe, ma ci ha presentato semplicemente una parte
della sua vita, ricca di aneddoti curiosi e divertenti. Ha accennato alle situazioni impegnative e a volte terribili
che ha dovuto affrontare sulle pareti himalayane; con parole semplici ma cariche di riconoscenza ci ha fatto
conoscere lo sherpa che lo ha aspettato per tre giorni senza mangiare per non consumare i viveri; oppure la cara
Julie che è rimasta sul K2. Ne è uscito l’Uomo, con i suoi pregi e i suoi difetti, che ha cercato soprattutto di
costruire dei legami di amicizia e di rispetto con gli alpinisti che erano con lui ... «Oggi nell’alpinismo e
nelle attività collaterali c’è troppa competizione. Ed eccessiva massificazione. Bisogna riportare un po’ d’ordine.
Ciò per il bene dell’alpinismo e di chi lo pratica, che rischia di perdere la propria identità. Ma anche per la
salvaguardia delle popolazioni locali, che manifestano un disagio sempre crescente per i flussi turistici quando
sono eccessivi, soprattutto in ambienti particolari come l’Himalaya. In montagna bisogna andare con maggior
etica.» (cfr. LS 4/2002)
12 aprile 2002 - Sala Rodi
Il Monte Rosa, la Montagna dei Walser
Una serata dedicata alle montagne vicine, alla portata di tutti, sulle quali possiamo vivere in qualsiasi
momento delle spendide escursioni, che però dobbiamo affrontare non solo sportivamente ma anche con la curiosità e
la voglia di conoscere la storia che i nostri predecessori vi hanno scritto, lasciando segni nelle costruzioni delle
case, dei sentieri e anche nel modellare l’ambiente alle loro pressanti esigenze di sopravvivenza, preparando
pascoli e boschi.
Teresio Valsesia ha dato e continua a dare il suo competente ed appassionato contributo verso le Montagne
e le istituzioni del CAI ricoprendo varie cariche quali quelle di vicepresidente generale, di consigliere centrale,
di responsabile della commissione escursionismo e ora di direttore responsabile della Rivista e delle pubblicazioni
del CAI. Attualmente è sindaco di Macugnaga e siamo certi che opererà in questa località con tutto l’amore che
le ha sempre dimostrato.
Teresio Valsesia, alpinista e giornalista, è autore di parecchi libri e guide sul Monte Rosa, sulla Val Grande e
sulle Alpi centrali. È stato con noi a Cremona nel 1999 ad aprire la sfilata dell’Adunata degli Alpini,
portandovi il saluto del Club Alpino Italiano e del CAMMINAITALIA e poi, nello stesso anno, abbiamo percorso insieme
le due tappe nei pressi del Passo Gavia.
Proprio il CAMMINAITALIA, il trekking da lui ideato e realizzato due volte, che attraversa l’intera penisola per
oltre 6000 chilometri dalla Sardegna a Trieste, risulta la massima espressione del pensiero e dell’amore di
Valsesia nei confronti della montagna: una montagna da scoprire con i ritmi lenti del camminare, per conoscere al
meglio le sue bellezze e la sua cultura.
Tutti temi che sono di attualità in questo "2002 - Anno Internazionale delle Montagne" che ci chiama a
riflettere sulla salvaguardia e sullo sviluppo sostenibile delle montagne.
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