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...navigando...
a cura di Michele Capria
Come lo scorso anno, vi propongo una lettura tratta dal sito Internet www.boscaglia.it
Camminare, dunque, non solo per conoscere e tutelare la montagna, ma anche perché... fa bene! Aiuta il nostro corpo
e la nostra mente a mantenersi in salute.
Camminare come terapia
Ogni passo è un massaggio tonificante e benefico per tutto il corpo, ma anche una meditazione.
Camminare è come recitare un mantra.
di Maurizio Baldini - da: Tra Terra e Cielo, settembre 2000
In molte culture il pellegrinaggio, viaggio a piedi di più giorni verso una meta di interesse spirituale (Mecca,
Gerusalemme, Santiago, Varanasi) aveva spesso il fine terapeutico di cura di grandi malattie. Senza volerne sminuire
il significato religioso e spirituale, cerchiamo di capire perché la guarigione spesso avveniva, considerando la
pratica del camminare dal punto di vista laico e scientifico.
Camminare è la prima attività praticata dall’uomo da quando è sulla terra. Camminare per cercare cibo,
camminare per cercare ambienti naturali o climi migliori. Camminare in gruppo familiare o tribù, più raramente da
soli.
Camminare è quindi una pratica potente e flessibile che permette di raggiungere, oggi come 100.000 anni fa, luoghi
che sarebbero inaccessibili usando uno qualunque dei mezzi di locomozione che la moderna tecnologia mette a
disposizione. Camminando si possono salire ripidi pendii, percorrere creste affilate, scendere stretti canaloni o
percorrere greti di torrenti. Si può scendere in grotte, salire alberi, guadare fiumi o saltare un crepaccio. Si
possono percorrere lunghe distanze con poca spesa e basso consumo di energia.
Camminare è una pratica salutare. Pensate ai vostri piedi, toccateli. La struttura ossea occupa la parte superiore
del piede. Sotto c’è la polpa. Un’ampia massa densamente vascolarizzata. Cosa succede quando si cammina? Questa
massa vascolarizzata viene, alternativamente nei due piedi, compressa e rilassata. Il sangue venoso viene spinto in
alto, quello arterioso aspirato in basso. I piedi in cammino sono due potenti pompe che affiancano e aiutano il
lavoro della pompa principale, il cuore. Camminare aiuta quindi la circolazione sanguigna, previene vene varicose ed
arteriosclerosi. È consigliato a chi ha problemi di cuore, compreso chi ha subito operazioni e porta by-pass.
Secondo la riflessoterapia, alle varie zone sulla pianta del piede (calcagno, dita...) corrispondono gli organi del
corpo: cuore, fegato, polmoni, ecc. Ogni passo è un massaggio tonificante e benefico a tutto il corpo. Camminare è
una attività fisica regolare che stimola e favorisce la respirazione, quindi l’attività dei polmoni ed il lento
e regolare movimento della cassa toracica che a sua volta è un massaggio per tutti gli organi ivi contenuti. Oltre
ai polmoni e al cuore il fegato, i reni, lo stomaco. Respirare a pieni polmoni, possibilmente l’aria buona e
pulita della montagna, del mare o della campagna significa anche pulizia del sangue attraverso l’assunzione del
nostro cibo più sottile: l’ossigeno.
Ed infine camminare è meditare. Il ripetersi di un passo dopo l’altro è come recitare un mantra. Camminare aiuta
a rilassare la mente, a lasciar scivolare i pensieri senza trattenerli, a far entrare nuovi pensieri e nuove idee,
ad essere creativi.
In queste considerazioni sta, a mio parere, l’effetto benefico del camminare in sé. Ma ci sono altri effetti,
legati al pellegrinaggio o al cammino di più giorni. Camminare per un intero viaggio significa cambiare ambiente
famigliare, casa, letto. Alcune malattie gravi solo legate proprio alla casa, alla posizione del letto. Cambiare
casa e letto ogni giorno significa non essere influenzati da particolari siti negativi. Cambiare cibo significa,
anche in questo caso, abituare il corpo al cambiamento ed alla scoperta. Cambiare ambiente famigliare e sociale
significa sentirsi liberi da condizionamenti di carattere psicologico ed essere padroni di scelte consapevoli. A
volte la scelta del pellegrino, per motivi economici o di altro genere, era di camminare senza denaro, chiedendo
cibo e ospitalità in paesi ignoti presso popoli sconosciuti. Pensate alla prova di carattere cui si sottoponeva,
oltre alla prova fisica del cammino.
Il pellegrino tornava a casa sano e santo. |