CAI

TESTATA

Periodico del Club Alpino Italiano - Sezione di Cremona
Giugno 2002 · Anno XX · Numero 1


SCIALPINISMO

Galletto Vallespluga
di Michele Capria

Alzarsi alle quattro di mattina di domenica, vedere che fuori piove e convincersi che in montagna ci sarà il sole, non è facile!
Eppure, dopo un attimo di sconforto, mi sono detto: «vado lo stesso!»
Poco più tardi sono giù in strada e ha smesso di piovere: «ci posso credere...»
Neanche il tempo di caricare gli sci in macchina e di nuovo mi sorprende uno scroscio violento d’acqua: «...ci devo credere!»
Cristiano mi aspetta ad Agrate, ma il groviglio di strade dell’interland milanese ci fa incontrare poco oltre, a Vimercate. Dalla tangenziale est di Milano le prime luci sul profilo del Resegone ci convincono davvero che non ci siamo sbagliati. Verso nord il cielo è azzurro, quindi proseguiamo chiacchierando fiduciosi verso il Passo dello Spluga, dove ci attendono alcune possibili, interessanti salite scialpinistiche. Ma un bizzoso tempo d’aprile tenta ancora di guastarci la giornata. Giunti nei pressi del Lago di Montespluga, un forte vento gelido tenta di sbarrarci la strada, soffiando neve e ghiaccio sull’asfalto, tanto da sconsigliarci di salire fino al passo. Addio Pizzo Tambò o Pizzo Suretta.
Siamo costretti a ripiegare sulla facile salita al bivacco Cecchini. Vabbé, pur di fare qualcosa... il cielo è sereno, fa un freddo-cane, ma iniziamo con entusiasmo a calcare le nevi della Val Loga. Risaliamo il pendio dal lato esposto a Nord ed in breve, riparati dal vento, iniziamo ad aver caldo... Nelle conche della vallata, in assenza di vento, il sole picchia duro! Dopo una breve sosta tecnica, per scaricare tensione e... anche qualcos’altro, affrontiamo in maglietta alcuni canaloni ed il pendio finale che ci porta al bivacco.
Sono già le undici e mezza e le alternative per rendere dignitosa la giornata non sono molte.
Scartiamo subito l’idea iniziale di proseguire per l’impegnativo Pizzo Ferré: troppo distante. Resta da scegliere se togliere subito le pelli e goderci la discesa su neve decente, prima che il sole la squagli definitivamente, o proseguire verso una delle cime di Val Loga. Già un po’ stanchi, optiamo per la più facile e la più bassa delle tre: quella settentrionale. Veniamo però ripagati dallo splendido panorama che questa cima sa offrire: sotto di noi, la Svizzera con il San Bernardino e il gruppo dell’Àdula; a fianco, maestoso, il Pizzo Tambò; più il là, il Suretta, l’Émet, il Pizzo Stella, dietro al quale si scorge l’inconfondibile pala del Pizzo Badile e tutto il gruppo del Bernina. Vicino a noi, il Pizzo Ferrè, col suo ghiacciaietto e la vedretta di Curciusa.
Ci aspetta ora la neve marcia che certamente troveremo lungo tutta la discesa, ma non importa. Scenderemo ugualmente, in qualche modo, comunque contenti di aver trascorso l’ennesima, piacevole, giornata in montagna.

Michele Capria


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